Novità per le Comunità Energetiche

Si continua a parlare delle Comunità Energetiche. Finalmente è in arrivo il nuovo decreto . Il 23 Febbraio il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha inviato la bozza del decreto legge all’esame dell’Unione Europea (l’iter dovrebbe durare tre mesi salve le eventuali proroghe per approfondimenti).

In Basilicata sembra che siano almeno tre i progetti in cantiere. Si parla di una comunità energetica a Calvello, una a Potenza nel quartiere Bucaletto e infine una comprendente 5 comuni, Castelmezzano, Pietrapertosa, Campomaggiore, Anzi e Laurenzana, insieme a Legambiente Basilicata.

Le comunità energetiche potrebbero essere la risposta all’emergenza evidenziata dalla Caritas diocesana di Potenza nel rapporto annuale 2022 della Caritas italiana sulla povertà e l’esclusione sociale, “L’anello debole” . La Caritas di Potenza, infatti, ha sottolineato, relativamente al primo semestre del 2022, l’aumento delle richieste di sostegno economico e ha precisato che il 41% di coloro che non si erano mai rivolti alla Caritas lo hanno fatto per difficoltà causate dal “caro bollette”.

Facciamo un passo indietro. Cosa è la CER, Comunità Energetica Rinnovabile? E’ un soggetto giuridico, costituito da persone fisiche, enti locali, enti di ricerca, enti religiosi, soggetti del terzo settore e di protezione ambientale, piccole e media imprese, che ha l’obiettivo di generare un beneficio ambientale, attraverso la produzione di energia da fonti rinnovabili, un beneficio economico ai soggetti aderenti, che accedono all’energia autoprodotta e ottengono degli incentivi dal GSE, e un beneficio sociale, consentendo l’accesso all’energia a soggetti in difficoltà economica. E’ importante tener presente che i membri di una Comunità devono appartenere alla stessa Cabina Primaria.1 Fino ad oggi la mappa delle cabine primarie era un mistero. Oggi invece è disponibile. Inserendo il proprio indirizzo, è possibile visualizzare il numero identificativo della cabina primaria di appartenenza e soprattutto l’area avente la stessa cabina primaria.

Qual è l’iter? Innanzitutto bisogna costituire il soggetto giuridico, poi bisogna individuare le aree dove installare gli impianti, affidarsi ad un tecnico che si occupi sia di verificare se l’area individuata è idonea sia di progettare l’impianto, individuare il fornitore degli impianti che dovranno avere una potenza nominale di massimo 1 MW, presentare la richiesta di allaccio al gestore dell’energia con l’aiuto del tecnico e infine ottenere l’allaccio alla rete. Possono essere utilizzati anche impianti già realizzati nella misura massima del 30% della potenza complessiva che fa capo alla comunità. L’energia autoprodotta è utilizzata dai membri della comunità e quella in eccedenza è venduta al gestore dell’energia.

Difficilmente un ente locale potrà decidere di partecipare ad una comunità energetica a meno che il suo intero territorio rientri in un’unica cabina primaria. Si troverebbe, altrimenti, ad apportare un beneficio solo ad una parte dei propri cittadini. Più facilmente sarà possibile la partecipazione di soggetti del terzo settore oppure enti religiosi, potenziando anche il beneficio sociale delle comunità. Infatti, nel 2022, Fondazione con il sud ha emanato un bando per agevolare comunità energetiche con la presenza di almeno un soggetto del terzo settore e con la finalità di “ridurre la povertà energetica in cui vivono le famiglie che si trovano in situazioni di difficoltà economica e sociale”. Potrebbe decidere di ripetere l’esperienza.

Come finanziare gli impianti? La Regione Basilicata ha pubblicato sul BUR del 16/06/2022, la LR n. 12, con l’obiettivo di promuovere la diffusione delle Comunità Energetiche. All’art. 12 si afferma che tale promozione avverrà attraverso un sostegno finanziario sia per la fase di progettazione degli impianti sia per la fase di realizzazione, la rimozione di ostacoli normativi, la promozione della cooperazione con i gestori delle reti di distribuzione, azioni di sensibilizzazione e l’attivazione di sportelli informativi. All’art. 7 rinvia ad un successivo atto la definizione dei criteri e delle modalità per il sostegno finanziario e le modalità di costituzione e di funzionamento del Tavolo Tecnico, quale strumento idoneo per favorire il confronto tra i soggetti operanti nel settore. Attualmente questo atto ancora non è stato pubblicato.

Nella nota diffusa sul sito del Ministero si legge che sarà prevista sia una tariffa incentivante sulla quota di energia condivisa sia un contributo a fondo perduto del 40% per la realizzazione di nuovi impianti o il potenziamento di quelli esistenti. Gli incentivi sono rivolti a tutte le tipologie di fonti di energia rinnovabile, ad es. fotovoltaico, eolico, idroelettrico e le biomasse. Il contributo a fondo perduto però è riservato agli impianti installati in comuni di massimo 5000 abitanti.

Quali i tempi e i costi connessi all’allaccio alla rete? E’ possibile in questo caso fare una simulazione di connessione per verificare i tempi e i costi sul sito del soggetto gestore dell’energia. A tale proposito occorre sottolineare che i costi e i tempi connessi all’allaccio non sono un particolare da sottovalutare. La Regione Basilicata è al terzo avviso pubblico per l’efficientamento energetico delle imprese. Le difficoltà maggiori che hanno avuto le imprese per poter ultimare i programmi di spesa e chiedere il contributo, oltre ai rincari e alle difficoltà di reperire i materiali, dovuti al particolare periodo storico, sono state proprio i tempi lunghissimi per gli allacci alla rete.

1 La Cabina primaria è un impianto che ha la funzione di trasformare l’energia in ingresso ad alta tensione in energia a media tensione.

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