Albert O. Hirschman, Come far passare le riforme, 1990 Società Editrice Il Mulino Bologna
Non possiamo farcela. E’ inutile stare lì seduti con la testa tra le mani a cercare una soluzione. Qualunque nostra azione è destinata al fallimento. Nonostante le risorse e le potenzialità della Basilicata, il problema sono i lucani, Non hanno spirito imprenditoriale; stanno ad aspettare il “posto fisso” in Regione. E coloro che si spingono a fare impresa non sono dei veri imprenditori, vivono di aiuti pubblici. “Sono malati di contributi”. Il lucano è ossessionato dal clientelismo con una particolarità: egli non ricerca il favore del “potente” ma del “politicante”, il deus ex machina di ogni questione.
Ad ogni inizio di nuova programmazione dei fondi europei, io nutro la speranza che questa sia la volta buona per riuscire a cambiare la situazione e mi scontro con “questa analisi” che trasforma tutti i possibili percorsi di cambiamento e di crescita in un circolo vizioso dell’arretratezza. C’è sempre qualcuno che con grande competenza e aria pontificante illustra la propria via senza uscita.
E invece NOI siamo diversi. Noi che cerchiamo i percorsi possibili. “Anziché ricercare condizioni del cambiamento necessarie e sufficienti, dobbiamo addestrarci a spiare la comparsa di sviluppi storici inconsueti, di rare costellazioni di eventi favorevoli, di sentieri angusti, di passi in avanti parziali suscettibili di essere seguiti da altri, e così via. Dobbiamo pensare a ciò ch’è possibile piuttosto a ciò ch’è probabile”1 “Io cerco piuttosto di mostrare come una società possa cominciare a muoversi in avanti quale essa è, malgrado ciò che è e in forza di ciò che è”.2
A dirlo è Albert O. Hirschman rispettivamente nel saggio “Note sul consolidamento della democrazia in America Latina” e in “Introduzione a Journey” entrambi contenuti in Come fa passare le riforme del 1990. Quest’ultimo, curato da Luca Meldolesi, raccoglie diversi saggi dell’economista, che hanno come filo conduttore tre argomenti di indagine sviluppati in America Latina, “le azioni del Brasile per rafforzare la posizione economica delle sue province nord-orientali, ristagnanti e devastate dalla siccità, i tentativi compiuti in Columbia per migliorare i modelli di conduzione agraria e d’impiego della terra; e l’esperienza del Cile alle prese con l’inflazione ricorrente”.3
Questo testo può ritornare molto utile a chi desidera ritrovare strade diverse. Ritroverà le teorie sulla dissonanza cognitiva e sulla fracosomania (o complesso del fallimento), sul modo in cui le riforme potranno essere spinte da un periodo di crisi o associandosi ad altre riforme ritenute necessarie o che incontrano maggior favore. Con questo testo imparerà soprattutto a guardare il mondo con occhi nuovi, a non far parte della categoria dei “disillusi osservatori”, ossia di coloro che continueranno comunque a concludere “qui non cambia mai nulla” soltanto perché “continueranno ad attendersi che i mutamenti si verifichino in conformità ai modelli di quei paesi guida che si sforzano di emulare, e con cui tentano di mettersi ai pari”4
[1] Albert. O. Hirschman, Come far passare le riforme, 1990, Società Editrice Il Mulino. L’introduzione è di Luca Meldolesi. p. 330
[2] Ivi p. 124
[3] Ivi p. 117
[4] Ivi p. 245
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