“Li conosco questi ragazzi. Li ammiro. Sono diversi e lontani dalla mia generazione nel bene e nel male. Mi sarei unita a loro ma sono vecchia e parlo un’altra lingua”.1
Si, questi ragazzi parlano un’altra lingua. Mi è capitato di ascoltarli in un incontro dove presentavano le loro idee vincitrici di un concorso che i canali tradizionali non avrebbero neanche lontanamente preso in considerazione. Erano lì. Felici di raccontare cosa avevano immaginato. Si sforzavano. Cercavano di tradurre i loro pensieri in una lingua per noi adulti comprensibile, come se stessero traducendo da un idioma sconosciuto. Lo sentivo lo sforzo. Erano bellissimi.
E’ una generazione fragile. Abbiamo annullato qualunque certezza del futuro. E con la pretesa di lasciarli liberi di pensare, gli abbiamo negato dei principi in cui credere. Devono partire da zero e hanno bisogno di sentirsi dire che stanno andando nella direzione giusta. Non lasciamoli soli.
Le indagini per capirli sono tante. Le statistiche sono importanti. Non dobbiamo prenderle per oro colato, perché molto dipende dalla dimensione del campione, dall’abilità di definire un’opportuna segmentazione e dalla capacità di interpretarli. Ma ci danno un’idea. Un punto di partenza. Quindi con questa predisposizione e soprattutto con nessuna pretesa di etichettarli, ho scelto due indagini, la prima rivolta agli adolescenti tra i 14 e i 17 anni, la seconda relativa ai giovani tra i 18/19 anni e i 34/35 anni. Parto da un’indagine del Maggio 2023 promossa dalla fondazione Con i Bambini e realizzata dall’Istituto Demopolis2. Mi è piaciuto il tema “Come stai?” Cosa emerge da questa indagine? Scopriamo che, nonostante tutto, il 90% dei giovani tra i 14 e i 17 anni alla domanda “Cose ritenute importanti nella vita” risponde “la famiglia”. E scusatemi ma a questo punto io ho fatto il mio primo sospiro. Bene. L’86% aggiunge l’amicizia. E sono proprio i rapporti di amicizia che ritroviamo più volte in questa indagine. Per il 64% sono gli amici ciò che dà maggiore soddisfazione contro il 53% del tempo libero, occupato però per il 76% degli intervistati da tempo impegnato con gli amici. Con gli amici il 79% degli intervistati condivide le proprie idee e agli amici il 64% confida un problema. I genitori si dovranno accontentare rispettivamente del 40% e del 43%. Quindi il gruppo. I ragazzi hanno bisogno di un gruppo, Hanno bisogno di relazioni. Ma sorprendentemente solo il 33% dichiara di condividere le proprie idee. Quindi non condividono idee e problemi e se proprio devono farlo, preferiscono gli amici. E perché? la domanda successiva. Per il 53% degli intervistati la risposta è stata “perché non capirebbero”.
Giusto per capirli un po’ meglio, curiosando nell’indagine La condizione giovanile in Italia, pubblicata a Giugno dall’Istituto Toniolo3 (i giovani intervistati hanno una fascia di età superiore alla precedente tra i 18/19 anni ai 34/35 anni) scopriamo che solo il 6,3% dichiara di non tener conto nel fare un acquisto dei criteri di equità e sostenibilità ambientale adottati nel realizzare il prodotto. Solo il 27,8% dichiara di avere fiducia nei partiti politici. Meglio per i sindacati, dove il 39,7% ha risposto di aver fiducia, l’UE il 39,7% e la Chiesa Cattolica 34,9%. Decisamente meglio va per il Presidente della Repubblica dove i giovani che hanno mostrato di aver fiducia nella figura del Presidente sono il 53,6%. Interessante notare che le percentuali riferite al 2022, sono in crescita rispetto al 2013 (primo anno disponibile).
Solo il 45,9% ha un’idea positiva di sé, il 40,1% delle donne e il 51% degli uomini. Ciò che sorprende è che a rispondere non sono gli adolescenti ma 4209 giovani tra i 19 e i 35 anni. L’autostima cresce un po’ con l’età come del resto ci saremmo aspettati. Si passa dal 43,8% dei giovani tra i 19 -23 anni, al 49% dei giovani tra i 33 e i 35 anni. Il 61,3%, infine, ha un sogno da realizzare. Questa percentuale, contrariamente alla precedente diminuisce con l’età, scende dai 65,7% dei giovani tra i 19 e i 23 anni, a 57,6% nella fascia tra i 33-35 anni.
Vorrei terminare con una riflessione. Penso che accomuni i giovani di ogni generazione il non sentirsi al posto giusto della storia, la sensazione che la vita sia altrove. “ha avuto la sensazione che la vita vera stesse accadendo da qualche parte molto lontano da lì, che stesse accadendo senza di lei, e non sapeva se avrebbemai scoperto dove e se sarebbe riuscita a farne parte”4 E proprio per rispondere a questo malessere che a mio parere il Papa parlando ad un gruppo di giovani ha detto “Voi non siete il futuro, siete il presente”5.
[1] Antonio Manzini, ELP, 2023 Sellerio Editore Palermo p. 518
[2] https://www.conibambini.org/2023/06/08/come-stai-presentata-la-prima-indagine-sugli-adolescenti/ioo
[3] La condizione giovanile in Italia, Rapporto Giovani 2023 (Ed. Il Mulino), a cura dell’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi Superiori, ente fondatore dell’Università Cattolica, report realizzato con il sostegno di Fondazione Cariplo e in collaborazione con Ipsos. https://www.rapportogiovani.it/data-hub/
[4] Sally Rooney, Persone Normali, 2019 Giulio Eninaudi Editore Torino pp. 11-12
[5] 25 Settembre 2021 ad una delegazione di 50 ragazzi di Earth Day Italia ricevuti in udienza privata.
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