Le imprese e la nuova programmazione regionale

Continuiamo a ragionare (in continuità con gli articoli dei giorni scorsi) sul P.O. FESR FSE+ 2021 2027. Cerchiamo di capire cosa succede per le imprese.

Abbiamo già individuato nello spopolamento la preoccupazione maggiore per il futuro della Basilicata. Se ipotizzassimo, semplificando, che la causa maggiore dello spopolamento fosse l’assenza di lavoro, allora ragionare sul settore manifatturiero ci aiuterebbe a capire la situazione.

Secondo l’ISTAT Il tessuto imprenditoriale lucano, nel 2021, è costituito da 39.460 unità locali. Le aziende sono piccolissime (il 96% ha addetti tra 0-9 unità, molto vicino al valore complessivo italiano del 94%) e presentano una densità produttiva, unità locali per kmq, pari a 3.8 a fronte di una media italiana di 15. In particolare dai dati ISTAT 2021, il settore manifatturiero rappresenta l’8% delle unità locali totali (2.986). Ciò non si discosta dalla percentuale totale assunta dal comparto manifatturiero in Italia pari all’8,2%. Inferiore al 9% del Piemonte e Lombardia e all’11% del Veneto. Ciò che però differenzia sostanzialmente le realtà è la dimensione aziendale. In Basilicata solo il 12% delle imprese manifatturiere ha un numero di addetti superiore a 10 contro il 18% dell’Italia, il 24% del Veneto, il 22% della Lombardia e il 18% del Piemonte. Solo sette unità locali del comparto manifatturiero hanno un numero di addetti superiore a 250.

Quindi il ragionamento dovrebbe portare alla conclusione che bisognerebbe investire da una parte nella creazione di nuove iniziative imprenditoriali del settore manifatturiero e dall’altro soprattutto ad aumentarne la dimensioni.

Cosa prevede il P.O. FESR FSE+ 2021 2027? La priorità Basilicata Smart (23,32% delle risorse complessive). è rivolta essenzialmente alle imprese. Basilicata Smart ha una dotazione di euro 229.253.650,00, di cui euro 160.477.555,00 fondi FESR. Che pensa di farci la Regione Basilicata con 229 milioni di euro? La Regione Basilicata ha programmata 4 obiettivi specifici, in particolare RSO1.1. Sviluppare e rafforzare le capacità di ricerca e di innovazione e l’introduzione di tecnologie avanzate, RSO1.2. Permettere ai cittadini, alle imprese, alle organizzazioni di ricerca e alle autorità pubbliche di cogliere i vantaggi della digitalizzazione, RSO1.3. Rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle PMI e la creazione di posti di lavoro nelle PMI, anche grazie agli investimenti produttivi, RSO1.4. Sviluppare le competenze per la specializzazione intelligente, la transizione industriale e l’imprenditorialità.

L’obiettivo specifico RS01.1 e RS01.2 interesseranno le imprese per circa il 30%, mentre gli altri due obiettivi saranno principalmente rivolti alle imprese ed in particolare alle PMI, escludendo quindi le grandi imprese. L’obiettivo RSO1.4 prevede “interventi diretti al rafforzamento e alla formazione di nuove competenze all’interno delle imprese, attività fortemente necessaria per poter sostenere le imprese nella duplice transizione ecologica e digitale.”

L’obiettivo che maggiormente ci interessa è il terzo, RSO1.3. Rafforzare la crescita sostenibile e la competitività delle PMI e la creazione di posti di lavoro nelle PMI, anche grazie agli investimenti produttivi. Le agevolazioni saranno dirette a sostenere gli investimenti delle PMI esistenti, a promuovere la nascita di nuove imprese e due obiettivi specifici rivolti alle imprese artigianali e alle imprese turistico-culturali. Un po’ di tutto. Non manca nulla, anche se appare interessante, in continuità con le precedenti programmazione l’accento posto sulle imprese artigianali e turistico-culturali.

Anche le altre priorità prevedono parte dei fondi riservati alle imprese, ad esempio Basilicata green prevede risorse (7 milioni del FESR) per aumentare l’efficienza energetica delle PMI e delle grandi imprese (in continuità alla programmazione corrente), Occupazione prevede risorse (3.714.273 euro del FSE) per sostenere l’avvio di nuove imprese e di lavoro autonomo, Basilicata sistemi territoriali prevede risorse per sostenere le imprese sociali (2,7 milioni del FESR).

Ma il problema sono i fondi? Le imprese lucane possono contare oltre che sui fondi della programmazione regionale dei fondi strutturali, anche su numerosi fondi nazionali. Le risorse ci sono state anche nelle precedenti programmazioni e da quanto si può comprendere la nuova programmazione sarà in continuità con le precedenti. La programmazione regionale comincerà probabilmente con un avviso un po’ generalista, che accontenterà un po’ tutti, continuerà con agevolazioni per l’efficientamento energetico, per l’ambito culturale e creativo e per il socio assistenziale. Probabilmente ci saranno degli incentivi per stimolare la ricerca.

Nonostante i fondi la situazione non è migliorata. Cosa allora cosa non funziona?

“Colorni diceva che le situazioni concrete sono costituite da relazioni, relazioni tra uomini, relazioni tra uomini e cose: fanno parte di una società relazionale. Eugenio ed Albert insegnano come questa realtà nasconda, spesso e volentieri, delle peculiarità molto più vive, molto più importanti di quello che uno crede all’inizio. Si tratta di saperle intercettare, spesso di uscire dal loro guscio e di andare loro incontro. E’ una teoria della conoscenza che ha iniziato Eugenio e che Albert ha sviluppato: ‘il possibilismo‘. E’ una teoria della scelta umana che amplia potentemente la capacità di inserirsi e di modificare la vita collettiva“. (Meldolesi L., Introduzione, “Colorni per tutti”, in Colorni E., Il Coraggio, 1998)1.

1 Eugenio ed Albert di cui parla Luca Meldolesi sono Eugenio Colorni e Albert Hirschman

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