Bonus Export Digitale Plus è il nuovo incentivo a favore dell’internazionalizzazione promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e gestito da Invitalia. Possono richiedere il bonus le piccole imprese (meno di 50 dipendenti e fatturato annuo o totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro) manifatturiere (con codice Ateco C), che abbiano avviato la fatturazione di prodotti commerciali da almeno un anno, sede legale oppure operativa e stabilimento produttivo in Italia e siano iscritte all’INPS o all’INAIL. Il contributo sarà in de minimis e di euro 10 mila euro a fronte di spese non inferiori a 12.500 (al netto di IVA), elevabile a 22.500 in caso di reti e consorzi (almeno cinque imprese) a fronte di spese non inferiori a 25.000. Sarà erogato in un’unica soluzione a rimborso, dietro presentazione di fatture in formato elettronico, contabile di pagamento, estratto conto da cui sia possibile riscontrare il pagamento e relazione sui risultati ottenuti grazie all’incentivo.
E’ possibile presentare domanda dalle 10:00 del 13 febbraio alle 10:00 del 12 aprile 2024. La concessione avverrà entro 90 giorni dalla chiusura delle candidature e quindi entro l’11/07/2024.
Questo nuovo incentivo ci offre la possibilità di qualche riflessione per le quali ci potranno essere d’aiuto alcune righe di Come far passare le riforme di Albert O. Hirschman, pubblicato da Il Mulino nel 1990.
“Io cerco di mostrare come una società possa cominciare a muoversi in avanti quale essa è, malgrado essa è e in forza di ciò che è. Un tentativo del genere implicherà una ricerca sistematica lungo due linee strettamente collegate:
- innanzitutto, in qual modo ostacoli al cambiamento riconosciuti e saldamente radicati possono essere neutralizzati, aggirati e lasciati alle cure di un qualche stadio successivo, che s’incaricherà di rimuoverli;
- secondariamente, e forse più fondamentalmente, quanti tra gli atteggiamenti e le condizioni che sono largamente considerati come ostili al cambiamento posseggono una dimensione positiva occulta, e possono pertanto inaspettatamente servire ad alimentare il progresso.”
Fondamentale per il cambiamento e per lo sviluppo di territori come la Basilicata sono gli investimenti immateriali, come consulenze per la riorganizzazione dell’attività, di marketing, di comunicazione, la ricerca e anche investimenti che favoriscano le esportazioni. Ma, come abbiamo più volte avuto occasione di rilevare, attualmente gli investimenti immateriali sono anche quelli che creano maggiori difficoltà, perché essendo scarsamente verificabili in termini sia di realizzazione sia in termini di congruità dei prezzi si prestano facilmente a comportamenti truffaldini da parte di imprese che d’accordo con fornitori amici incamerano risorse finanziarie. Questo comportamento ostacola il cambiamento perché le risorse nonostante erogate non generano alcune effetto, Allora Hirschman ci invita a prendere coscienza di tali ostacoli e, partendo da essi, ci invita a trovare dei metodi per neutralizzarli. L’incentivo in esame allora cerca di limitare il contatto con il fornitore amico
- sottolineando il concetto che il fornitore deve essere un soggetto terzo rispetto alla nostra impresa richiedente e definisce i casi in cui questa condizione non si realizza. A mio parere definendo dei casi ha limitato la portata di un concetto “assenza di relazioni” che invece la regolamentazione europea ha volutamente lasciato ampia;
- definendo l’elenco dei fornitori. Le imprese aspiranti fornitrici si accreditano presentando una domanda e le imprese richiedenti possono scegliere esclusivamente i fornitori presenti nell’elenco. Per potersi candidare, inoltre, i fornitori devono essere società, iscritte al Registro delle Imprese, in attività e con un’attività compatibile con le finalità del bando. Devono, inoltre, aver realizzato nei tre anni antecedenti la domande fatturato almeno a 200 mila euro nell’erogazione dei servizi ammessi dal bando.
Inoltre per limitare prestazione sovrafatturate, definisce un valore standard del contributo e vieta il cumulo con altri contributi pubblici, non solo gli aiuti di Stato.
Qual è, invece, l’atteggiamento o la condizione considerata come ostile al cambiamento e che invece nel caso di specie possiede una dimensione positiva occulta e inaspettatamente ci può aiutare ad alimentare il progresso?
Ostile al cambiamento è sicuramente la tendenza ad incamerare la maggiore quantità possibile di risorse indipendentemente dalla reale necessità. Questo atteggiamento avrebbe potuto aiutare lo sviluppo inducendo le imprese lucane, sempre molto restie ad associarsi in rete o consorzi a vincere tale ritrosia allo scopo di ottenere maggiori contributi. Tali associazioni sono auspicabili perché la scarsa dimensione delle imprese lucane, già altrove esaminata, spesso è di ostacolo all’internazionalizzazione. Perché avrebbe potuto? Perché l’Avviso prevede contributi maggiori per le reti ma non tali da indurre a questo importante passo. Il contributo, a mio parere, sarebbe dovuto essere maggiore della somma di cinque contributi singoli.
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