E continuiamo a parlare di Comunità Energetiche

Perché riprendere il discorso sulle Comunità Energetiche? Le Comunità Energetiche portano, come abbiamo già avuto modo di descrivere molteplici benefici. Consentono la creazione di un dialogo costruttivo tra cittadini, piccole e medie imprese, enti locali e soggetti del terzo settore finalizzato a consumare energia pulita e a fornire un beneficio a soggetti in condizione di fragilità economica.

Ne riparliamo perché dopo l’articolo del 4 marzo dell’anno scorso (https://angelaarbitrio.com/2023/03/04/comunita-energetiche/) a Gennaio di quest’anno è entrato finalmente in vigore il decreto sulle comunità energetiche rinnovabili (DM 414 del 7 dicembre 2023) essendo intervenuta sia l’approvazione della Commissione Europea sia la registrazione della Corte dei Conti. A marzo poi sono entrate in vigore le disposizioni operative. Collegandosi, infine, al sito del GSE (Gestore dei Servizi Energetici S.p.A.) è possibile formulare le richieste.

“Il testo individua due strade per promuovere lo sviluppo nel Paese delle CER: un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal PNRR e rivolto alle comunità i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i cinquemila abitanti che supporterà lo sviluppo di due gigawatt complessivi, e una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale. I due benefici sono tra loro cumulabili.” (https://www.mase.gov.it/comunicati/energia-mase-pubblicato-decreto-cer).

In Basilicata 107 comuni su 131 hanno una popolazione sotto i 5 mila abitanti. I benefici offerti dalla Comunità Energetica possono essere estesi a soggetti che sono presenti nella stessa cabina primaria. Come si potrà verificare sulle mappe pubblicate sul sito del GSE una cabina può coprire solo una porzione del territorio di un comune e/o riguardare territorio di più comuni. Quindi si deduce che il beneficio del contributo a fondo perduto potrà essere ottenuto installando l’impianto nel territorio di un comune sotto i cinquemila abitanti e di fatto potrà estendere gli effetti anche a comuni limitrofi rientranti nella stessa cabina primaria.

Si potrà fare richiesta fino al 31 marzo 2025 e tutti gli impianti ammessi dovranno entrare in funzione entro 18 mesi e comunque non oltre il 30 giugno 2026 (termine ultimo per la presentazione della richiesta di saldo è il 31 agosto 2026). Tempi strettissimi, dunque, considerata la situazione che purtroppo abbiamo avuto modo di rilevare in Basilicata: gli allacci hanno tempi lunghi e non sono sempre possibili in quanto le cabine sono spesso sature. A mio parere, è fortemente, consigliata prima di materialmente avviare l’iter e soprattutto sostenere delle spese la richiesta di una verifica preventiva (Decreto MASE n° 106 del 15 marzo 2024) dal costo di 100 euro.

E’ opportuno, infine, segnalare che nel 2022 Fondazione con il Sud ha promosso un bando per il sostegno delle comunità energetiche nel Mezzogiorno. A dicembre del 2023 sono stati pubblicati gli esiti. Nove le comunità energetiche ammesse a contributo di cui una in Basilicata. E’ promossa da Legambiente Basilicata onlus ed è insediata ad Anzi. Si chiama RESTA (Renewable Energy for Social Territorial Actions): bello anche l’acronimo. Sarà importante monitorarne gli sviluppi e imparare dall’esperienza.

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