Ci sono dei momenti nella vita delle persone in cui si è senza pelle, senza difese. Pensate al disagio e alla fragilità degli ammalati e alla necessità di trovare di fronte degli esseri umani. Certamente è importante incontrare personale sanitario specializzato e professionale, ma pensate a quanto può fare la differenza chi, in pronto soccorso, di fronte ad un ammalato infreddolito su una barella, sarà capace di dare una coperta oppure dinanzi ad un’anziana affamata sarà capace di donare un biscotto. Ogni professione può essere fatta in tanti modi, scegliamo di farla da essere umano. “A quanto pare, fa una grande differenza che la gente consideri la propria attività come un ‘puro e semplice lavoro’ o anche come parte di una celebrazione collettiva” (Albert Hirschman, L’economia politica come scienza morale sociale). Oltre alla fragilità derivante dalla malattia c’è la fragilità derivante dal disagio economico. Immaginate quanto coraggio ci vuole per rivolgersi alla Caritas e ammettere che non si riesce a dar da mangiare al proprio figlio. Quanta tristezza, quanto disagio potrà mai attraversare quel volto che chiede aiuto. Il modo in cui sarà accolto farà la differenza tra il sentirsi umiliato e schiacciato oppure sentirsi compreso e con la speranza di potersi riprendere.
Secondo l’ISTAT “Nel 2023 sono in condizione di povertà assoluta poco più di 2,2 milioni di famiglie (8,4% sul totale delle famiglie residenti, valore stabile rispetto al 2022) e quasi 5,7 milioni di individui (9,7% sul totale degli individui residenti, come nell’anno precedente).” Tali percentuali aumentano per il sud: sono in povertà assoluta il 10.2% delle famiglie residenti e il 12% del totale degli individui residenti, ossia in Basilicata sono in povertà assoluta 64.509 persone.
Cosa significa essere in povertà assoluta? “La stima della povertà assoluta diffusa dall’Istat definisce povera una famiglia con una spesa per consumi inferiore o uguale al valore monetario di un paniere di beni e servizi considerati essenziali”. Questo paniere assume valori diversi in base al numero di componenti il nucleo familiare, l’età e il luogo in cui vive.
In Basilicata una famiglia costituita da due adulti, con età compresa tra i 30 e i 59 anni, e un bambino, con età compresa tra 0 e i tre anni, è in povertà assoluta se può contare su entrate totali mensili inferiori a 1.212,82€ nel caso viva a Potenza o a Matera oppure inferiori 1.085,67€ se vive in uno degli altri comuni della Basilicata. Un adulto con età superiore a 60 anni è considerato in povertà assoluta se vive da solo a Potenza o a Matera con un reddito mensile inferiore a 701,80€ oppure in altro comune della Basilicata con un reddito mensile inferiore a 625,62€.
“L’incidenza di povertà relativa familiare, pari al 10,6%, è stabile rispetto al 2022; si contano oltre 2,8 milioni di famiglie sotto la soglia. In lieve crescita l’incidenza di povertà relativa individuale che arriva al 14,5% dal 14,0% del 2022, coinvolgendo quasi 8,5 milioni di individui.”
Cosa significa essere in povertà relativa? “Sono considerate povere relative le famiglie che hanno una spesa per consumi pari o al di sotto di una soglia di povertà relativa convenzionale (linea di povertà).” La linea di povertà cui fa riferimento lSTAT è International Standard of Poverty Line (ISPL), che definisce povera una famiglia di due componenti con consumi inferiori ad una spesa media per consumi inferiore o uguale alla spesa media per consumi pro capite. Per stimare poi la povertà relativa per più componenti si utilizzano dei coefficienti correttivi. E’ definita una misura di disuguaglianza sociale perché non si è poveri in assoluto ma in relazione agli altri. Per il 2023 la soglia di povertà relativa familiare per una famiglia di due componenti è pari a 1.210,89 euro (Figura di copertina)
In povertà relativa in Basilicata ci sono 105.903 gli individui in povertà relativa. Il dato è migliore della percentuale rilevata per il Mezzogiorno e migliore rispetto al 2022.
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