E la Basilicata?

Secondo il Rapporto Svimez 2024 “nel periodo successivo alla pandemia, l’Italia recupera pienamente le perdite, raggiungendo nella prima metà del 2024 un livello del PIL che supera del 5,1% quello medio del 2018” (p. 8). E il mezzogiorno non è da meno. Lo Svimez, elaborando dati dell’Istat, quantifica in un positivo 3,7% la variazione del PIL 2019-2023 del Mezzogiorno, contro 3,5% dell’Italia nel complesso. Fanalino di coda è la Basilicata che, invece, registra una diminuzione del PIL, -5,7%. Non solo. Di recente l’Istat ha pubblicato i dati sulle esportazioni nel IV trimestre 2024 “Nel quarto trimestre 2024, rispetto al trimestre precedente, le esportazioni risultano in aumento per il Centro (+1,7%) e il Nord-est (+0,5%) e in flessione per il Nord-ovest (-0,8%) e il Sud e Isole (-0,2%).” E la Basilicata? Una diminuzione del 42,4%.

Al di là dell’analisi precisa dei dati che potrebbe portarci a ridimensionare il fenomeno e comunque in parte spiegarcelo, il problema resta ed è soprattutto un problema che percepiamo.

Il tessuto imprenditoriale lucano, costituito da 36.287 unità locali nel 2022 (Fonte: Istat), è nella maggior parte rappresentato dal terziario. Le aziende sono piccolissime (il 96% ha addetti tra 0-9 unità, molto vicino al valore complessivo italiano del 94%) e presentano una densità produttiva, unità locali per kmq, pari a 3.8 a fronte di una media italiana di 15.

In particolare dai dati ISTAT 2022, l’industria in senso stretto rappresenta l’8,45% delle imprese totali (3.065). Ciò non si discosta dalla percentuale totale assunta dal comparto manifatturiero in Italia pari all’8,29%. Come elemento di paragone, possiamo citare il 8,83% assunto dal Piemonte, 8,61% dalla Lombardia e il 10,61% del Veneto. Ciò che però differenzia sostanzialmente le realtà è la dimensione aziendale. Il numero medio di addetti per impresa è di due unità in Basilicata, 14 in Piemonte, Lombardia e Veneto. In Basilicata (ISTAT 2021) solo il 12% delle imprese manifatturiere ha un numero di addetti superiore a 10 (solo 7 unità locali del comparto manifatturiero hanno un numero di addetti superiore a 250 e sono localizzate tutte nella provincia di Potenza) contro il 18% dell’Italia, il 24% del Veneto, il 22% della Lombardia e il 18% del Piemonte.

Il 27% delle unità locali lucane del comparto manifatturiero appartengono alle industrie alimentari, 11% industria del legno e dei prodotti in legno (esclusi i mobili), 18% fabbricazione di prodotti in metallo (esclusi macchinari e attrezzature).

“Negli ultimi dieci anni l’incidenza percentuale della R&S a livello regionale si è mantenuta su un livello pressoché stabile, compreso tra lo 0,7% e lo 0,5%, restando al di sotto della media UE e distante dagli obiettivi che la CE per il 2020 aveva fissato al 3%. Uno dei fattori determinanti alla base del divario rispetto alla media europea è costituito dalla struttura produttiva, caratterizzata da una forte prevalenza di micro e piccole imprese attive in settori con limitata intensità di R&S”. (premessa del PO FESR FSE+ 2021-2027)

Da questa analisi cosa ne deriva? Bisognerebbe puntare sulla crescita dimensionale delle imprese e conseguentemente investire sulla ricerca e sull’internazionalizzazione e puntare su settori maggiormente innovativi. Tutto ciò non si discosta molto da quanto ci diciamo ciclicamente. Allora viene naturale pensare: ci risiamo! Siamo sempre a fare gli stessi discorsi e non cambia nulla. Oltre a puntare su un modello di impresa diversa, di cui abbiamo parlato lungamente in altri articoli, di un’impresa cioè che si occupi del territorio e della comunità, dobbiamo puntare su una gestione dei fondi diversa. Anche questa non è un’idea originale, ne abbiamo parlato altre volte. Una sovvenzione “su misura”. Ci sono i crediti di imposta, che rappresentano un contributo a fondo perduto automatico e distribuito su più anni, ci sono i fondi di garanzia, che consentono di avere mutui dagli Istituti bancari. A che serve replicare questi strumenti complicandoli? Perché non trarre vantaggio dal fatto che la Basilicata è una piccola regione e puntiamo al “su misura”? Potenziamo la fase di ascolto e accompagnamento e progettiamo insieme agli imprenditori il contributo su misura per loro.

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