Cultura cresce al via il 10 dicembre

Dal 10 dicembre sarà possibile presentare domanda per richiedere gli incentivi di Cultura Cresce, il nuovo avviso pubblico del Ministero della Cultura, gestito da Invitalia e diretto alle imprese culturali e creative.

E’ sia per imprese costituite sia per le costituende. In quest’ultimo caso è per soggetti che abbiano già maturato esperienze lavorative e possano disporre di risorse finanziarie.

La mia impressione è che sia stato scritto da chi sapeva perfettamente che non lo avrebbe gestito. Mi spiego: quando si scrive un avviso per ogni “regola” che si inserisce già si prevede a come si dovrà attuarla. Nell’avviso in questione è evidente che tale preoccupazione non esisteva al momento della redazione. Facciamo solo due esempi macroscopici. L’investimento oggetto di agevolazione è coperto per l’80% in parte da un contributo a fondo perduto e in parte da un prestito a tasso zero. Chi lo eroga questo finanziamento? Direttamente Invitalia o ci saranno banche convenzionate? L’Avviso Pubblico, poi, rientra nel Piano Nazionale Cultura ed è emanato in attuazione del Regolamento (UE) 2021/1060. Quindi si è dovuto necessariamente tener conto della disciplina del DNSH e del Climate Proofing, ma invece di regolamentare tale aspetto, illustrare ai proponenti le ricadute nella realizzazione del programma di investimento, sui controlli e sulle conseguenze, è stato risolto tutto con una dichiarazione rilasciata al momento della domanda in cui il soggetto richiedente l’agevolazione attesta il completo rispetto della normativa.

Qualche accenno su cosa prevede Cultura cresce. L’Avviso è organizzato in tre tipologie di intervento, la prima diretta al consolidamento delle imprese costituite da almeno cinque anni, la seconda al sostegno alle nuove imprese costituite da meno di cinque anni e a persone fisiche che intendono costituire un’impresa e, infine, la terza alle imprese sociali e agli enti del terzo settore che operano da almeno due anni in ambito culturale e creativo. E’ previsto un’agevolazione massima dell’80% (in parte a fondo perduto e in parte con un prestito a tasso zero) per investimenti fino a 2,5 milioni di euro per le prime due tipologie (per la prima tipologia in regime di esenzione, per la seconda a scelta tra regime di esenzione e regime de minimis) e 500 mila euro per la terza (in regime de minimis). I piani di investimento possono comprendere macchinari, attrezzature, arredi, mezzi mobili, programmi informatici, licenze, spese per brevetti e marchi, consulenze specialistiche e anche opere murarie e impiantistiche nel limite del 20% dell’investimento ammesso. E’ previsto anche un contributo in c/gestione nella misura massima del 20% dell’investimento ammissibile.

Per gli interessati a saperne di più l’appuntamento è domani 9 dicembre alle ore 19.00 presso la Parrocchia di S. Anna e S. Gioacchino a Potenza nella sala al primo piano. L’incontro è organizzato dal Laboratorio di Educazione alla Pace, da Pax Christi punto pace di Potenza e dall’Oratorio parrocchiale di S. Anna e S. Gioacchino.

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