Sono ormai 15 anni che si discute dalla questione lidi. Da quando nel 2006 (direttiva Bolkestein) l’Unione Europea ha posto la questione della concorrenza nell’assegnazione dei beni demaniali. Ed è emerso che per l’Italia poteva esserci un problema. Il rinnovo delle assegnazioni demaniali, secondo l’Unione Europea, lede la possibilità per tutti i cittadini di accedere all’ottenimento delle concessioni. Tale diritto però confligge con tanti piccole imprese che nel tempo sono cresciute e si sono consolidate con l’utilizzo dei beni demaniali, soprattutto i lidi balneari. Gli imprenditori hanno fatto investimenti e soprattutto hanno investito lavoro e tempo.
Qual è l’attuale novità? Il decreto legge 131 del 2024, entrato in vigore il 17 settembre 2024. Il decreto nasce con l’intento primario di non incorrere in ulteriori procedure di infrazioni da parte della Commissione europea. Entro settembre, infatti, gli enti competenti avrebbero dovuto pubblicare gli Avvisi per l’assegnazione delle concessioni. E con questa disposizione si rinvia tutto al 2027/2028 e se ne occuperà il prossimo governo.
Cosa stabilisce, infatti, il decreto legge? Attraverso la modifica di procedenti norme, stabilisce che:
- le concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali per l’esercizio delle attività turistico-ricreative e sportive continuano ad avere efficacia fino al 30 settembre 2027;
- la possibilità per l’autorità competente di differire ancora il termine per la scadenza delle concessioni fino al 31 marzo 2028;
- la necessità di avviare la procedura di concessione 6 mesi primi della scadenza della concessione e comunque entro il 30 giugno 2027;
- la durata della concessione può essere minimo di cinque anni e massimo di venti anni.
Poi ci sono delle informazioni “originali” nei criteri di aggiudicazione, ossia ad es. “l’impegno ad assumere, in misura prevalente o totalitaria, per le attività oggetto della concessione, personale di età inferiore a trentasei anni” o anche “In caso di rilascio della concessione a favore di un nuovo concessionario, l’ente concedente può ordinare al concessionario uscente, -omissis- la demolizione, a spese del medesimo, delle opere non amovibili autorizzate e realizzate da detto concessionario”. Ma in base a quanto emerge chiacchierando con gli addetti del settore, c’è anche un timore di fondo: l’aggiudicazione delle concessione a “chi saprà raccontarla meglio”. Mi riferisco all’applicazione di criteri di aggiudicazione non ritenuti proprio tecnici, ossia a criteri del tipo: “l’offerta di servizi integrati che valorizzino le specificità culturali, folkloristiche ed enogastronomiche del territorio”; “l’incremento e la diversificazione dell’offerta turistico-ricreativa”; “gli obiettivi di politica sociale, di salute e di sicurezza dei lavoratori, di protezione dell’ambiente e di salvaguardia del patrimonio culturale”.
Come previsto, è poi presente un indennizzo per il concessionario uscente da parte del nuovo concessionario per i lavori effettuati e non ancora ammortizzati. Tale indennizzo sarà definito sulla base di una perizia asseverata, acquisita dall’ente concedente prima della pubblicazione del Bando di gara e a carico del concessionario uscente.
Qual è la situazione in Basilicata? Relativamente ai lidi balneari, in Basilicata la competenza è della Regione Basilicata e le aree coinvolte riguardano i territori dei Comuni di Maratea sulla costa tirrenica e Bernalda, Pisticci, Policoro, Nova Siri, Rotondella, Scanzano Jonico sulla costa ionica. Staremo a vedere.
Intanto possiamo aggiungere che il turismo balneare in Basilicata ha un certo peso. Ad agosto, mese di maggiore affluenza, nel 2024 le presenze sono state 1.069.204 sulla costa jonica e 201.511 a Maratea, pari in totale al 64.18% delle presenze totali registrate nello stesso mese in Basilicata (dati provvisori raccolti dall’APT Basilicata).
Grazie molto interessante. Ciaociao o
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