E’ ora di fare i conti con il Mediterraneo.
Quando entriamo in una casa nuova, gli spazi non ci appartengono. Sono quasi ostili, perché non sono gli ambienti a cui eravamo abituati. Poi incominciamo a pulire, a spostare i mobili, a riempire i cassetti, a portare i nostri odori e man mano ci appropriamo degli spazi e la casa diventa nostra. Con il Mediterraneo dobbiamo fare lo stesso, dobbiamo imparare a conoscerlo fino a quando diventerà casa.
Prima il Mediterraneo era concepito come una barriera. Poi divenne un’opportunità con il proliferare di città aperte ai commerci. “in quell’inizio si affermano, nella nostra parte del mondo, rapidi processi differenziati di incivilimento autoctono, favorito dall’incontro commerciale e poi coloniale con l’Oriente.” “ciò mostra dunque l’esistenza di un’epoca delle ‘città-stato’ e dei federalismi arcaici precedente a quella nazional-imperialista che ha poi dominato la vita umana dall’avvento di Roma in poi” (Luca Meldolesi, Prospettive Mediterranee, pag. 16). Il fatto che sia esistito un “prima” apre la strada alla possibilità di un federalismo democratico, basato sulla parità senza il predominio dell’uno sull’atro. Sono idee, scrive Luca Meldolesi in Prospettive Med nel quotidiano (in Oltre la siepe Taccuino italiano n. 5), “che appaiono nuove ad un mondo che non riflette sulla sua storia”. Probabilmente immaginare ora una federazione mediterranea può apparire utopistico, ma provate ad immaginare come dovesse suonare un federalismo europeo quando fu avanzato da Colorni!
Cominciare a parlarne è già un cominciare a costruire. Si può cominciare da paesi culturalmente più vicini e poi un passo alla volta coinvolgere gli altri. Nessuno vuole nascondere le difficoltà né negare che nei secoli siano cresciute diffidenze e sfiducia ma la nostra politica dei piccoli passi ci fa ben sperare. Esistono diversi accordi e rapporti formali e informali tra le comunità dei diversi paesi, dobbiamo scovarli e partire da questi. Ciò potrebbe sia, osteggiando le logiche nazional imperialistiche, favorire un clima di pace sia tradursi in occasioni di crescita.
Nota Alcune parti di questo articolo sono incluse in uno scritto redatto per A Colorni-Hirschman International Institute
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