Pronti? aspettando la nuova programmazione

Il vero problema della finanza pubblica, a mio parere, è l’incapacità di intercettare le voci del territorio progettando bandi che ne rispecchino i bisogni, ma anche soprattutto nella difficoltà di “prevedere” il futuro o meglio di “costruire” il futuro.

A ciò si aggiunge la difficoltà di progettare strumenti “veloci”.

Qualche giorno fa ho partecipato ad un incontro dove c’era un soggetto della Basilicata che lavora a Bruxelles che ha sollevato la questione della difficoltà di assegnare risorse al sud perché al sud i soldi si fa fatica a spenderli. Poi non ricordava bene COME e QUANDO ciò era successo, ma il punto alla fine non è questo. La verità è che a me questa questione della spesa crea una grande ansia. Alla fine dei giochi di ogni programmazione nessuno chiede come sono stati spesi i soldi, che cosa è cambiato, l’effetto che questi soldi hanno avuto. Certamente posso dire che l’effetto è impossibile valutarlo alla fine della programmazione, bisognerebbe aspettare quattro- cinque anni dalla chiusura. E’ giusto. Allora ad ogni chiusura di programmazione studiamo la programmazione del precedente ciclo. A nessuno interessa. Non fa effetto. Quando ero giovane ed ingenua, all’inizio del mio percorso lavorativo, chiesi ad un dirigente regionale perché non si facesse e mi fu candidamente risposto: perché bisogna farlo? perché senza che nessuno ce lo chieda dovremmo analizzare dati che potrebbero far emergere risultati non piacevoli? Almeno fu onesto. Nessuno quindi chiede COME vengono spesi i soldi ma tutti i gestori di soldi pubblici rispondono solo del fatto di aver speso tutti i soldi e di non aver restituito soldi a Bruxelles. E quindi ciò poi ingenera una sorta di diritto alla percezione dei fondi: non perché ci sia il merito, ma perché altrimenti ritornano a Bruxelles. “Mentre voi (voi gestori dei fondi pubblici) fate tante storie, restituiamo i soldi a Bruxelles!”: tutti con questa preoccupazione.

Un pensiero riguardo “Pronti? aspettando la nuova programmazione

Aggiungi il tuo

Scrivi una risposta a Maria Giannotti Cancella risposta

Blog su WordPress.com.

Su ↑